Orto urbano – un iniziativa green nella tua città

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Cos’è il progetto Orti Urbani?

Già a partire dal 2013 molte grandi città hanno aderito al progetto Orto Urbano, un’idea nata per educare i bambini e gli adulti delle grandi città al contatto con le piante tipiche della nostra alimentazione. Partendo dalle idee di coloro che vengono chiamati city farmers, ovvero contadini urbani, si è visto che molte persone, anche in città grandi e popolose come Milano, praticavano la coltivazione a domicilio di piante per il diretto consumo: melanzane, peperoni, pomodori e peperoncini crescevano indisturbati sui balconi. Da qui si è pensato di ricorrere a questo metodo per riqualificare aree dismesse in città fortemente industrializzate creando degli orti a cielo aperto, che avessero la funzione di produrre quello che ognuno voleva coltivare ma anche di essere dei giardini visitabili da tutti.
L’idea è stata esportata anche ad Expo 2015, e nel 2016 sono state rinnovate le convenzioni stipulate alcuni anni or sono. Nei primi mesi del 2017, inoltre, sono stati stanziati 18 milioni di fondi per costruire il progetto Città d’Orti, che prevede l’installazione non solo di orti urbani, ma anche aziendali, nei cortili e negli spiazzi delle grandi aziende.

Le città che hanno aderito a orto urbano

Molte città come Torino e Milano avevano già aderito all’idea, pensando che fosse il modo per riqualificare alcune zone ex industriali e sicuramente poco ecologiche avvicinando i propri cittadini all’agricoltura. Roma, Firenze e Genova hanno seguito a ruota, ma il primato dell’adesione all’Orto Urbano lo detiene sicuramente Padova, che ha coinvolto quasi 10 paesini del suo hinterland, oltre che impegnarsi in prima persona in questo progetto.

I vantaggi del progetto

I vantaggi di aderire a quest’iniziativa green sono innumerevoli, e passano tutti attraverso il rapporto tra il cittadino e il territorio. In primo luogo, molte persone non hanno idea di come funzionino i processi produttivi dell’agricoltura in generale, e di quella italiana in particolare. Un’attività così legata al ciclo delle stagioni ha perso molto della sua ripetitività per via dei prodotti d’importazione da tutto il mondo. Riavvicinare le persone all’agricoltura, alle attese per i prodotti e all’avvicendarsi delle stagioni (meccanismo secondo cui è abbastanza utopico pretendere delle fragole in gennaio) è possibile far prendere confidenza alle persone con i prodotti a chilometro zero, aiutando conseguentemente l’economia.
In secondo luogo, molte aree nelle quali gli orti urbani verranno installate sono aree ex industriali o comunque dedicate ad attività un tempo fortemente inquinanti. Porre in esse la coltivazione di piante può aiutare il recupero in chiave green, specie in grandi città nelle quali l’inquinamento è alle stelle. Utilizzare le aree per installare degli orti, per altro, favorisce il loro impiego in qualcosa di utile ed impedisce che aree dismesse diventino preda dei vandali o della gestione abusiva di rifiuti tossici scaricati sul terreno.
Ultimo ma non trascurabile vantaggio, il progetto Orti Urbani ha una vocazione fortemente didattica. I bambini delle scuole, infatti, possono essere coinvolti direttamente sul campo, insegnando loro il rispetto della terra e delle coltivazioni per un mondo più pulito.

 

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